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Chiaramonte
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Il mwfgCasato dei Chiaramonte (detti anche mwfwChiaromonte o mwgaChiaramonti) fu una mwgqfamiglia nobile mwggsiciliana di origine mwgwpiccarda.
Giunti in mwhqSicilia ai tempi del Gran Conte mwhgRuggero I d'Altavilla, furono fra i rappresentanti più importanti e in vista della mwhwnobiltà Latina ai tempi del mwiqRegno di Trinacria e presero parte attiva alla vita politica dell'isola nei secoli mwigXIII e mwiwXIV.
Contents
• Storia
• Origine
• Ascesa
• Note
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Storia
Origine
I più antichi componenti della famiglia di cui si ha notizia (secondo alcuni scrittori lontani discendenti di mwlwCarlo Magno), arrivarono in Italia al seguito dei mwmaNormanni, e furono un Edgardo di Capua, e un Ugo signore di mwmqColubraro e mwmgPolicoro (in mwmwBasilicata), vissuti tra la fine dell'mwnaXI secolo e l'inizio del mwnqXII secolo.
In Sicilia
Un ramo della famiglia si stabilì in mwpqSicilia, e la sua fondazione viene convenzionalmente attribuita a un Verlando di Chiaramontecite-ref-4[4]cite-ref-5[5], giunto nell'isola al seguito di mwrgRuggero I d'Altavilla, che cacciò gli occupanti mwrwsaraceni e divenne primo mwsaConte di Sicilia nel 1062.
Un Ugone di Chiaramonte fu presente all'incoronazione di mwsgRuggero II d'Altavilla a mwswprimo Re mwtadi Sicilia nel 1130cite-ref-6[6]; da detto Ugone, che era un piccolo feudatario, discesero i fratelli palermitani Atanasio, Nicolò, Pietro e Federico Chiaramonte.cite-ref-7[7]cite-ref-fratelli-8-0[8]
Col fine di sancire la definitiva sottomissione del partito Chiaramontano, che faceva capo alla famiglia Chiaramonte, fu convocato il primo Parlamento Generale di Sicilia nel Monastero di San Domenico a mwwwRandazzo da mwxaFederico III di Sicilia il mwxqSemplicecite-ref-9[9].
Ascesa
Atanasio fu mwzapatriarca di Alessandria dal 1216 al 1227, quando mwzqRe di Sicilia era mwzgFederico II di Sveviacite-ref-10[10]; mwawNiccolò († 1227), mwbaO.Cist., nominato da mwbqpapa Onorio III nel 1219, con il mwbgtitolo di mwbwcardinale-vescovo di Frascati, partecipò all'mwcaelezione papale del 1227 in cui fu eletto mwcqpapa Gregorio IX.cite-ref-11[11]cite-ref-giacomo-12-0[12]cite-ref-nicolo-13-0[13]; Pietro fu abate nel convento di Santa Maria delle Grotte di mwfgMarsala nel 1220cite-ref-fratelli-8-1[8]; Federico fu armato mwgwcavaliere dal medesimo papa Onorio III e ricevette da questi la mwharosa d'oro papale, e nel privilegio che gli viene conferito dal Sommo Pontefice è indicato discendente dell'imperatore Carlo Magno, e lo obbliga di combattere contro i Saraceni, gli infedeli e gli scismaticicite-ref-nicolo-13-1[13]:
mwiwut posset pugnare pro justitia et honorem Dei et etiam propter Sanctam Romana Ecclesiam, et maxime contra Saracenis et Infedeles et scismaticos ut classis temporibus semper facerunt potentissimi et magnificentissimi Principes de domo Christianissimi Magni Caroli Regis Franciae de qua ille Verlandus de Claramonte ortum ducit, et vos etiam descenditis.cite-ref-14[14]
Detto Federico, fu signore di mwkqSutera, e con lui ebbe inizio l'ascesa politica ed economica dei Chiaramonte: sposò in mwkgGirgenti la nobildonna Rosalia Prefoglio detta mwkwMarchisia, figlia del mwlamiles Pietro, signore di mwlqRagusa, e sorella di Federico, signore di mwlgCaccamo, al quale, alla sua morte succedette nei beni e nella signoria che amministrò, e nella sua città dimorò sempre, con il marito, fino alla morte avvenuta nel 1330.cite-ref-15[15] Da Federico I Chiaramonte e da Marchisia Prefoglio nacquero in Girgenti diversi figli, fra i quali Manfredi, Giovanni e Federico.cite-ref-16[16]
Nonostante le origini francesi, durante le mwoaguerre del Vespro iniziate in Sicilia nel 1282 in rivolta ai dominatori mwoqAngioini, i Chiaramonte si schierarono dalla parte del partito legittimista che chiese a mwogPietro III d'Aragona, marito della regina mwowCostanza II di Sicilia, di cingersi della Corona di mwpaRe di Sicilia. All'ascesa al trono, nel mwpq1296, di mwpgFederico III - fratello minore del re mwpwGiacomo II di Aragona - a mwqaRe di Sicilia, mwqqManfredi Chiaramonte Prefoglio († 1321), per aver servito il re Federico III di Sicilia nella sua guerra contro gli Angioini, fu da questi premiato nel 1296 con la concessione della mwqgContea di Modica, confiscata al cognato Manfredi Mosca, accusato di essere ribelle. La mwqwContea di Modica, nel mwraVal di Noto, comprendeva le città e le terre di Modica, mwrqBiscari, mwrgComiso, mwrwGiarratana, Gulfi, mwsaMonterosso, Odogrillo, Ragusa, mwsqScicli e mwsgSpaccafornocite-ref-17[17], ed era uno dei più vasti domini feudali della Sicilia. A Manfredi, che fu mwtwGran siniscalco del Regno, succedette il figlio mwuaGiovanni († 1342), il quale, diversamente da suo padre adottò una linea politica filoangioina. Durante i regni di mwuqPietro II di Sicilia (1337-1342) e di mwugLudovico suo figlio (1342-1355), i Chiaramonte, insieme ai mwuwPalizzi capeggiarono la mwvafazione Latina che combatteva quella dei mwvqCatalani.
XIV secolo
Il nobile e mwwamiles mwwqGiovanni Chiaramonte Prefoglio († 1339), Gran siniscalco del Regno e mwwgcapitano generale dell'esercito, fratello di Manfredi, fu sposato con la nobildonna Lucca Palizzi, figlia di Nicolò, che lo rese padre di otto figli, tra cui Manfredi, Enrico, Federico e Giacomo. Il fratello minore Federico II († 1311), fu signore di Racalmuto e Siculiana, e sposato con la nobildonna Giovanna Camerario, figlia di Cataguerra, ebbe due figlie, Giovanna e Costanza.cite-ref-18[18]
mwyqManfredi Chiaramonte Palizzi († 1353), I conte di Chiaramonte dal 1335, e successore al titolo di Conte di Modica del cugino Giovanni mwygil Giovane perché morto senza eredi maschi, fu capitano di mwywPalermo e uno dei quattro vicari del mwzaRegno di Sicilia. Fu suo unico discendente Simone, VI conte di Modica († 1356), siniscalco del Regno, che ostile alla Corona d'Aragona fu dichiarato ribelle dal Re Ludovico, da cui gli vennero confiscati i suoi titoli e beni nel 1353cite-ref-19[19]; Enrico († 1353), regio milite, fu maestro razionale del Regno, e vicario del Re nel 1348cite-ref-20[20]cite-ref-21[21]; Giacomo, fu mw2ggovernatore di mw2wNicosia nel 1354, ed ebbe il privilegio di coniare e spender mw3amoneta di rame con l'impronta della sua effigie e con lo stemma della sua famiglia, la quale moneta fu detta mw3qGiacobina.cite-ref-giacomo-12-1[12]cite-ref-22[22]
I Chiaramonte recuperarono il possesso delle contee di Modica e di Chiaramonte e degli altri possessi feudali nel 1360: Federico Chiaramonte Palizzi († 1363), figlio di Giovanni mw6ail Vecchio, entrato in fedeltà agli Aragonesi, gli fu concessa la Contea di Modica in quanto successore del nipote Simone, che dal matrimonio con Venezia Palizzi non ebbe figlicite-ref-23[23]; fu vicario generale del Regno di Sicilia, Maestro giustiziere, governatore, pretore e capitano giustiziere di Palermo (1361-1363).cite-ref-24[24] La Contea di Chiaramonte passò invece a Giovanni Chiaramonte Moncada († 1374), figlio di Enrico, che fu signore di mw8qBivona, di mw8gMisilmeri e di Sutera, siniscalco del Regno, castellano e capitano dell'mw8wIsola di Gerba, fondò a mw9aNaro il convento dei mw9qFrati francescani nel 1362, e fu sposato con la nobildonna Isabella Ventimiglia Lauria, figlia di mw9gFrancesco, XVI conte di Geraci, da cui ebbe una sola figlia, Costanza, moglie di Giovanni Peralta d'Aragona, figlio di mw9wGuglielmo, conte di Caltabellotta.cite-ref-25[25]cite-ref-26[26]
Matteo Chiaramonte Moncada († 1369), figlio di Federico, VIII conte di Modica, fu mwaqesiniscalco a vita del Regno dal 1361, giustiziere del Regno dal 1365 e capitano di Naro dal 1366.cite-ref-27[27] Dal suo matrimonio con la nobildonna Giacomina (o Jacopella) Ventimiglia, figlia del conte Francesco, nacquero tre figli, di cui uno Federico detto mwaqyFederichello, premortogli in tenera età.cite-ref-28[28] Gli succedette nel possesso della Contea di Modica e degli altri suoi beni il cugino mwaqsManfredi († 1391), figlio naturale del conte Giovanni II.cite-ref-29[29]cite-ref-30[30]
Detto Manfredi, IX conte di Modica, III conte di Chiaramonte, fu signore di molti castelli siciliani. Fu anche conte di mwaruMalta e mwaryGozo, duca di mwarcGerba e mwargGrande ammiraglio. Avverso agli Aragonesi di Sicilia e alla nobiltà della fazione Catalana, fu uno dei quattro vicari durante il regno di mwarkMaria di Sicilia, dal 1377 al 1391, per disposizione testamentaria di mwaroRe Federico IV d'Aragona. Governatore di mwarsMessina fino al 1364, fu signore di mwarwTrapani e di Agrigento, città demaniali che governava in nome del sovrano. Nel 1391 si riunì insieme ai principali baroni dell'isola nel cosiddetto mwar0Giuramento di Castronovo, volto ad organizzare una rivolta nazionale contro mwar4Martino d'Aragona sposo della Principessa Maria, rivolta appoggiata dalla mwar8Chiesa che, con mwasaPapa Bonifacio IX, considerava nullo questo matrimonio per la parentela tra i due sposi, procugini, dispensati dall'mwaseAntipapa Clemente VII di cui dunque si dichiaravano seguaci.
A Manfredi III Chiaramonte, succedette nei titoli e nelle cariche, il figlio mwasmAndrea Chiaramonte († 1392), che ne proseguì la politica anti-aragonese. Fu l'ultimo conte di Modica di questa famiglia, nonostante i suoi sforzi. Il partito di Martino mwasqil Giovane, sostenuto dal padre mwasuMartino il Vecchio, riuscì a occupare gran parte del territorio siciliano anche grazie all'ammiraglio aragonese mwascBernardo Cabrera, che ottenne anche la sottomissione degli altri tre Vicari del Regno e di alcune città demaniali. Andrea Chiaramonte, sostenuto dalla città di Palermo, in cui si era rifugiato, ritenne di sostenere il forte assedio nemico forte delle sue convinzioni legittimiste, ma dopo circa un mese dovette iniziare le trattative di resa. In un primo tempo, accolto benevolmente dai nuovi sovrani 'mwasgde facto, se non mwaskde jure, pensò di poterne ottenere il mwasoperdonocite-ref-31[31]; arrestato poi a tradimento, nonostante le esplicite promesse d'incolumità personale, fu processato e giustiziato per mwas8decapitazione il 1º giugno 1392 a Palermo, di fronte al suo palazzo in Piazza Marina. Il tentativo legittimista, sostenuto anche dalla Chiesa di Roma, tramontava così insieme alla famiglia Chiaramonte. Il 5 giugno, pochi giorni dopo l'uccisione del Conte Andrea, il suo immenso feudo veniva assegnato al Cabrera che tanto aveva fatto per ottenere un regno al suo sovrano. Con la morte di Andrea non si estinse però la famiglia Chiaramonte, spogliata di tutti i titoli e beni feudali, ma con l'unico figlio dell'ultimo Conte di Modica, di nome Giovanni.cite-ref-estinzione-32-0[32] Enrico Chiaramonte, figlio naturale di Matteo, VIII conte di Modica, sperò di vendicarlo con la ripresa di Palermo nell'aprile 1393, ma, tradito e deluso, esulò nel 1412 a Gaeta.
Ancora fiorente fu invece il ramo minore dei baroni della Salfetta, che derivava da Ugone Chiaramonte, figlio cadetto di Giovanni mwatuil Vecchio e dunque fratello minore del Conte Manfredi II, che godette di nobiltà nella città di mwatyCaltagirone.cite-ref-33[33] Un Giorlando tenne la carica di mwatscapitano di giustizia in detta città nel 1575-76 e, con privilegio dato a 20 maggio esecutoriato a 2 agosto 1576, ottenne la concessione del titolo di nobile col mwatwmwat0don; un Antonio († 1636), figlio del precedentecite-ref-estinzione-32-1[32], dottore in leggi, fu giudice pretoriano di Palermo nel 1592-93, e, con privilegio dato a 26 giugno esecutoriato a 30 agosto 1622, venne nominato giudice del mwauiTribunale del Concistoro; un Giacomo, fu capitano di Caltagirone negli anni 1600, 1604 e 1623cite-ref-34[34]; un Carlo fu capitano di giustizia della città di Caltagirone negli anni 1679, 1680-81, 1685-86 e 1691-92, proconservatore nel 1680 e 1694, e patrizio di detta città nel 1682-83 e 1689-90.cite-ref-35[35]
Il ramo calatino dei Chiaramonte si estinse in linea maschile nel mwauwXVIII secolo e confluì nella mwau0famiglia Bonanno del ramo dei baroni di Rosabia, che si cognomarono mwau4Bonanno Chiaramonte.cite-ref-36[36]
Palazzi, ville e castelli
A questa famiglia si deve la costruzione di vari castelli e palazzi. Da loro prende nome il cosiddetto mwavustile chiaramontano, caratteristico dell'edilizia privata trecentesca siciliana, e che ha notevoli esempi nei castelli di mwavyCaccamo, mwavcMussomeli e Alcamo, e nelle pitture del mwavoPalazzo Steri di mwavsPalermo, la più splendida impresa dell'arte decorativa siciliana del mwavwTrecento, sede poi dei Viceré e dell'mwav0Inquisizione.
Furono edificati, rifondati o modificati da esponenti della famiglia Chiaramonte i seguenti castelli, parzialmente conservati: mwav8Camastra, mwawaCarini, Chiaramonte Gulfi, Comiso, mwawmFavara, mwawqModica (nella "capitale" dell'omonima mwawuContea di Modica), mwawyMontechiaro (oggi nel comune di mwawcPalma di Montechiaro), Motta Santo Stefano, mwawkMussomeli (nella città fondata da mwawoManfredi III), mwawsNaro, Racalmuto, mwaw0Ragusa, mwaw4Siculiana, mwaw8Sperlinga, Sutera (solo ruderi).
Note
cite-note-crollalanza-286-11. mwaccGiovan Battista di Crollalanza, mwacgmwackChiaramonte di Sicilia, in mwacoDizionario storico-blasonico delle famiglie nobili e notabili italiane, estinte e fiorenti, vol.mwacs 1, Bologna, Arnaldo Forni, 1886, p.mwacw 286.
cite-note-22. mwadamwadePalizzolo,mwadi p. 146 e tav. XXIX
cite-note-77. ↑ mwae4V. Agnesi, mwae8Personaggi ed episodi della storia di Sicilia, Flaccovio, 1976, p.mwafa 146.
cite-note-99. ↑ mwafwmwaf0La Sicilia "dall'êra paleolitica al 1960 d.C.", le sue città "dal 15000 a.C. al 1960 d.C.", la regione siciliana "dal 1946 al 1960 d.C.", le Isole Eolie pantelleria ed ustica - autore Santo Policastro · anno 1961, p.mwaf4 136. mwaga«La posizione geografica di Randazzo , attirò l'attenzione dell'imperatore Federico II di Svevia che fece di essa il centro ... XIV e quando Federico il Semplice marciò contro Chiaramonte , fu Randazzo ad ospitare la Regina , come città ...»
cite-note-1111. ↑ mwago(mwagsmwagwEN) mwag0mwag4The Cardinals of the Holy Roman Church - Chiaramonte, su mwag8cardinals.fiu.edu. mwahaURL consultato il 5 gennaio 2019.
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cite-note-1616. ↑ mwajeA. Marrone, mwajiRepertorio della feudalità siciliana (1282-1390), in mwajmMediterraneamwajq : ricerche storiche. Quaderni vol. 1, Associazione Mediterranea, 2006, p.mwaju 134.
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Bibliografia
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Collegamenti esterni
• citerefei-chiaramonteC. A. Garufi, CHIARAMONTE, in Enciclopedia Italiana, Roma, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 1931. URL consultato il 4 gennaio 2019.
• mwasiNobiliario di Sicilia da Cerviglio a Chinico, su bibliotecacentraleregionesiciliana.it. URL consultato il 4 gennaio 2019.
• mwasqLa casata dei Chiaramonte, su mussomelilive.altervista.org. URL consultato il 6 gennaio 2019.
• mwasyFamiglia Chiaramonte, su famiglie-nobili.com.